Il Pd dopo la contestazione in piazza. Donini: “Rischio violenza”

2 mag.- Il Pd risponde dopo l’assedio al banchetto del partito in piazza Maggiore durante la mattinata del 1 Maggio. Alle 12.30 un gruppo di una trentina di persone tra cui Giovani Comunisti e aderenti al PcI (comunisti internazionalisti) e studenti ha scandito slogan contro i democratici come “Pd vergogna, tornate nella fogna”. Una dura contestazione verbale che ha portato ad un fronteggiamento tra gli esponenti democratici e gli antagonisti durato due ore e poi finito quando il Pd ha smontato il suo banchetto. Il segretario provinciale Raffaele Donini non era presente ed è soddisfatto della scelta  degli esponenti del partito coinvolti e dei volontari di essere rimasti in piazza. Per Donini però la contestazione non è legata al malessere circolante anche nella base del partito per il governo con il Pdl. “Sono mondi completamente diversi, questi facinorosi sono persone intolleranti che strumentalizzano le tensioni sociali. Il rischio è che si degeneri nella violenza. Per questo non possiamo abbassare la guardia”.

Quanto al fatto che secondo i collettivi la rabbia anti-Pd era spontanea, Donini risponde che “di spontaneo non c’e’ stato nulla. Sapevamo che c’erano e che ci avrebbero contestato”. Ascolta donini-viulenza

Raffaele Persiano, responsabile organizzazione del partito, nella nota pubblicata sul sito del Pd parla di “metodo squadrista” e “clima di odio”.

Secondo la segretaria della Federazione della Sinistra di Bologna Laura Veronesi, presente alla contestazione, “la narrazione della pace sociale tra lavoratori e imprese non può che sollevare perplessità in un giorno dedicato al mondo del lavoro”. veronesi-1maggio

 

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.