22 ott. – Il tetto di spesa imposto dal patto di stablilità agli enti pubblici fa tagliare al Comune di Bologna anche i punti luce. Nel 2010 l’amministrazione avrebbe dovuto accenderne oltre 44.500, ma può permettersene solo 43.400, gli stessi del 2009 e appena 70 in più dell’anno precedente. Situazione analoga per la gestione del patrimonio edilizio comunale, tanto da dover sperare che il finanziamento statale per il restauro di Palazzo D’Accursio, legato alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, venga fatto slittare di un altro anno, in modo da poter usare i fondi comunali accantonati per i lavori pubblici ordinari.
Le difficoltà sono emerse questa mattina in commissione Lavori pubblici, dove il vicesindaco Claudio Merighi ha presentato il piano di investimenti per il 2010. Per l’anno prossimo l’amministrazione
ha previsto l’accensione di mutui per 39 milioni di euro, di cui 16 di fatto già destinati: sette milioni per il restauro del Palazzo comunale, altrettanti per il Global service e due milioni per interventi co-finanziati dal Comune. Gli altri 23 milioni di euro servono per edilizia scolastica, mobilità, impianti sportivi e ambiente. La legge, però, impone un tetto all’indebitamento pari a 20 milioni di euro; dunque al Comune di Bologna ne restano solo quattro liberi da vincoli e spendibili in lavori pubblici.

