30 ott. – Dopo la firma di Fim e Uilm sull’accordo con Federmeccanica che cambia le regole del contratto nazionale dei metalmeccanici, la Fiom si ribella. L’assemblea nazionale dei delegati riunita al Paladozza ha deciso di non rispettare più il “patto di solidarietà”, quel meccanismo che finora ha permesso a Fim e Uilm, spesso in minoranza, di eleggere propri delegati nelle Rappresentanze sindacali unitarie delle singole fabbriche. Davanti a 5 mila delegati, il segretario Gianni Rinaldini ha infatti rilanciato la proposta fatta due settimane fa dal leader bolognese della Fiom, Bruno Papignani.
L’assemblea di Bologna l’ha accolta e ha approvato la mobilitazione dal 9 al 13 novembre con 4 ore di sciopero. A Bergamo saranno anticipate al 6 novembre, e sottolineate da una manifestazione, perché quel giorno nella città lombarda si riunirà l’assemblea nazionale dei delegati Fim e Uilm, che hanno deciso di sottoporre l’accordo separato solo ai propri iscritti.
Oggi all’assemblea bolognese è intervenuto anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, che ha invitato gli iscritti a stare uniti di fronte a quello che ha definito un uso sociale e politico della crisi. Al governo che vuole tagliare l’Irap Epifani indica la strada giusta: ridurre il prelievo fiscale sulle buste paga e sulle pensioni.
Foto di Mario Carlini/Iguana Press

