Bologna, 20 dic. – Un no-logo per “catto-comunisti psichedelici“. E’ questo secondo Bruno Ballardini, esperto di marketing, pubblicitario e saggista, il nuovo logo di Bologna presentato mercoledì scorso. Gli autori del progetto giudicato migliore tra gli oltre 500 arrivati in città da ogni parte d’Italia rivendicano che si tratta di “un sistema di loghi aperto”, come ci ha detto il triestino Matteo Bartoli.
Scarsa possibilità di utilizzarlo in ambiti esterni dal web a causa dei molti colori, troppo poco evocativo della città, comprensione difficile: questi i principali elementi della critica di Ballardini al nuovo logo. “Si tratta di una versione Beta che miglioreremo” dice Bartoli che sottolinea che, per la messa a punto definitiva, ci vorrà ancora un mese. “E’ chiaro che essendo innovativo produce reazioni contrastanti” dice l’ideatore.
Li abbiamo messi a confronto questa mattina durante AngoloB e questo è il podcast della trasmissione. Buon ascolto.


