16 giu. – Lui lo chiama il “partito del missile” e accusa i suoi aderenti di scarsa memoria sottolineando che sul caso di Ustica non c’è stata nessuna condanna ma solo assoluzioni. Il generale Leonardo Tricarico fino al 2006 è stato Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e nei governi d’Alema, Amato e nel secondo esecutivo Berlusconi ha ricoperto il ruolo di consigliere militare del Presidente del Consiglio.
In un’intervista rilasciata all’Ansa dopo la sentenza della corte d’appello di Palermo che ha condannato tre ministeri a risarcire con un milione di euro alcuni familiari di vittime che avevano avviato un’azione civile il generale riporta in auge la tesi della bomba a bordo del Dc9 operando una riscostruzione a tratti discutibile della verità giudiziaria. Secondo Tricarico quella della bomba è la conclusione cui arrivò la commissione di periti del giudice Rosario Priore “dopo anni di lavoro i suoi tecnici stabilirono trattarsi di una bomba” ha detto il generale. In realtà le conclusioni di Priore sono diverse, e fanno emergere chiaramente dall’analisi dei tracciati radar le tracce di aerei militari e le relative manovre d’attacco, ma il generale preferisce dire che “una manina” continua ad insistere sulla tesi del missile.
Le motivazioni della sentenza dei giudici della corte d’appello devono ancora essere rese note ma nelle righe dei giudici potrebbero esserci ragionamenti preziosi per capire quali sono le responsabilità oggettive imputate ai ministeri della Difesa, dell’Interno e dei Trasporti per non aver impedito la strage di Ustica.
infine un particolare: in un recente articolo pubblicato sulla Stampa, che ricostruiva i dossier realizzati da Pio Pompa su alcuni influenti personaggi tra cui il generale Tricarico, emergerebbe che l’ufficiale dell’Aeronautica sarebbe stato avvicinato da imprese del settore aereo transalpine: «Di qui l’asse che lo legherebbe a determinate grandi multinazionali francesi, quali l’aggressiva Electricité de France, il Consorzio Air Bus, la Vivendi, il gruppo Thales».

