Il metrò “impossibile” devia sui vecchi binari

12 ago. – Il metrò non si può fare. Le istituzioni bolognesi devono fare i conti con il patto di stabilità che impedisce di investrire, e dopo il no incassato da Anna Maria Cancellieri da Roma, che ha stroncato ogni speranza di costruire la metropolitana, Provincia e Regione cercano un piano B per non perdere i 280 milioni di euro di fondi statali già stanziati. L’idea è semplice e non è nuova: potenziare la ferrovia già presente tra la stazione e la Fiera, permettendo collegamenti di superficie rapidi e frequenti. Era un’ipotesi già sostenuta da tempo da ambientalisti e diversi soggetti contrari alla grande opera, che ora viene rispolverata in virtù dello stop al metrò. Il binario unico andrebbe raddoppiato e potrebbero essere realizzate fermate intermedie a Corticella, alle Aldini Valeriani, al polo universitario del Lazzaretto, al tecnopolo, alla Fiera e al Caab. Il commissario si è già dichiarata contraria a cambiare il progetto, per cui bisognerà aspettare la nuova amministrazione. I vantaggi esistono: i lavori potrebbero essere realizzati in tempi rapidi senza grossi disagi (circa due anni) e i fondi verrebbero dirottati a Rete Ferroviaria Italiana aggirando il patto di stabilità. La tratta è attualmente utilizzata dalla Ferrovie per il trasporto merci. Esulta il consigliere del Movimento 5 stelle Giovanni Favia, che chiede di lasciare perdere anche il progetto del People Mover a favore di binari di superficie già esistenti.

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