Il Maggiore e la guerra del 12esimo piano

15 lug. – Gli infermieri parlano di blitz, la direzione aziendale di un trasferimento gestito e controllato. Sta di fatto che tra sabato e domenica una ventina di infermieri dell’Ortopedia B dell’undicesimo piano si sono trasferiti al dodicesimo portando tutti i pazienti. All’undicesimo piano, la caposala e gli infermieri hanno lasciato un biglietto: «Scusate il disagio, ci siamo trasferiti di sopra». Al dodicesimo appunto, dove si trova l’ala D del Maggiore, piena di comfort e ambita sia da Ortopedia che da Medicina.

Un reparto inaugurato a febbraio ma ancora vuoto in attesa di alcuni permessi. E così gli infermieri hanno deciso di accorciare i tempi, per mettere un piede simbolico su quegli spazi e permettere i lavori di pulizia all’undicesimo piano. Terminati, ognuno tornerà al proprio posto. Soprattutto i diretti beneficiari, i pazienti ben felici di spostarsi in uno spazio pieno di comfort.

Ma secondo l’Ausl le cose sono andate diversamente. «C’è qualcuno che evidentemente ha interesse a dire che il trasferimento momentaneo è stata compiuta con un blitz e non invece in modo concordato con i livelli gerarchici dell’Azienda» fa sapere Giovanni Gordini, responsabile del Dipartimento di Emergenza, dal quale dipende anche la Traumatolgia.

Nessun blitz, quindi. «Noi sapevamo – aggiunge Gordini – che in quel reparto di Ortopedia c’era bisogno di fare un intervento di pulizia a fondo e quindi abbiamo deciso di eseguirlo in questo momento che ci sembrava il più oppurtuno».

«Evidentemente andare in un reparto nuovo è auspicabile per tutti, per i lavoratori perché ci sono migliori condizioni di lavoro, e per i cittadini perché hanno una migliore accoglienza», ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Giovanni Bissoni, interpellato sull’argomento dai cronisti a margine di una conferenza stampa. L’assessore non è intervenuto nel merito delle scelte dell’Ausl, limitandosi a osservare: «Però chi va e come ci va deve avvenire assolutamente secondo un percorso di decisione aziendale che naturalmente implica anche il confronto con i professionisti. Ma bisogna rispettare le procedure e la vita interna dell’azienda», ha concluso.

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