Il machismo in divisa

“Sì, è vero, ho avuto rapporti sessuali con quelle, e altre, ragazze straniere, ma loro erano consenzienti“. Dietro la difesa del poliziotto dell’ufficio stranieri della Questura di Bologna, Claudio D’Orazi, arrestato con l’accusa di concussione sessuale, c’è tutto il maschilismo della società italiana. Ed è proprio questa dose di machismo che rende diverso il crimine di cui è accusato D’Orazi da quelli che avrebbero commesso i suoi colleghi delle volanti. Rita Parisi è segretaria provinciale del Siulp.

Rita Parisi_Siulp_distinguere reati

Reati diversi, in cui però a subire c’è un cittadino straniero, in una posizione ricattabile. Alla base c’è un problema culturale, ha detto ai nostri microfoni il segretario del Silp Cgil, Pietro Filippini, che prosegue: “Il razzismo è un disvalore anche all’interno della polizia”. E la risposta, secondo Filippini, deve passare dalla formazione.

Pietro Filippini_Silp Cgil_c’è un problema culturale

Filippini parla di reati, se confermati, “miserabili” perché commessi da agenti nei confronti di persone che vivono una condizione di debolezza:  cittadini immigrati, soggetti alla spada di Damocle di una legge, la Bossi-Fini, che lega il rinnovo del permesso di soggiorno al mantenimento di un posto lavoro. “Si chiede di più ai cittadini immigrati che agli italiani” è il commento di Parisi. “I migranti non hanno nemmeno la possibilità di essere precari” dice, citando una donna marocchina, Paola Rudan del coordinamento migranti di Bologna.

La fiducia dei cittadini italiani nelle forze dell’ordine forse non sarà scalfita dai reati commessi da alcuni agenti, ma l’emergere di queste vicende non fa che rafforzare il senso di insicurezza che si trovano a vivere i cittadini migranti. Lo dice il sociologo dell’Università di Bologna, Asher Daniel Colombo, che ricorda come gli immigrati, pur essendo il 7% della popolazione italiana, rappresentano il 25% delle vittime di omicidio.

Asher Colombo_percezione sicurezza

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