4 ott. – Apre al dialogo ma è anche fortemente critico su quanto successo ieri durante il corteo degli studenti lanciato dal Cas. Marino Buzzi è un libraio all’Ibs di Bologna e al lavoro tra i libri ha dedicato anche un libro: “Un altro Best Seller e siamo rovinati”. Sul suo blog “Cronache dalla libreria” si rivolge agli studenti con qualche considerazione personale. Durante la manifestazione le vetrine della libreria sono state coperte da scritte contro il carolibri, Buzzi sul suo blog ha voluto precisare: “Non siamo noi librai a scegliere il prezzo dei libri”.
“Mi spiace che la vostra generazione sia quella che si trova ad avere a che fare con una crisi violenta e orribile” dice Buzzi che però continua “non è infilandosi una maschera che si cambiano le cose. Avete fatto l’errore di colpire dei pesci piccoli, lavoratrici e lavoratori che, a loro volta, hanno delle famiglie alle spalle e cercano di fare al meglio il proprio lavoro”.
Buzzi conclude la lettera con un invito, “buttate la maschera” e una mano tesa: “Questa lettera nasce dal desiderio di trovare un punto d’incontro con voi, magari di studiare un modo per uscire, tutti insieme, dal problema del caro-libri”.
Il Cas risponde al libraio che quello di ieri era, per loro solo “un messaggio di denuncia contro le grandi case editrici e i grandi distributori di libri scolastici, e soprattutto contro la ministra Carrozza, che parla di rivoluzione digitale quando il problema dei carolibri continua a svuotare le tasche delle famiglie”. Quindi, precisa il collettivo “segnare un’edificio simbolo di tutto ciò è un messaggio diretto e comunicativo, che non è certo indirizzato ai librai e ai commessi che lavorano a Ibs”.
E la maschera? Quella per gli studenti del Cas “è tutt’altro che violenza” perché, precisano che per loro “la violenza è quello che lo stato ha fatto ieri a Lampedusa, quello che i padroni fanno ai facchini della Granarolo, quello che fanno i controllori a chi non può permettersi il biglietto.”


