Il lavoro invisibile dei prof va in cattedra

5 ott. – Dal liceo Galvani alle medie Guercino questa settimana molti docenti portano in aula il lavoro “sommerso”, quello che si fa prima e dopo le lezioni frontali. La settimana di mobilitazione nelle scuole bolognesi contro l’aumento da 18 a 24 delle ore di insegnamento è confermata, nonostante il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria avesse escluso anche l’ipotesi di portarle a 21. La settimana prossima, infatti, la legge di stabilità dovrebbe passare e il governo è intenzionato a trovare i 183 milioni di euro altrove, senza toccare le spese per il personale.

Da oggi a sabato si susseguono dentro e fuori dagli edifici scolastici incontri fra gli insegnanti e le famiglie, assemblee sindacali e, sabato, una manifestazione di piazza.

Al liceo Righi, come in molte altre scuole, da oggi sono sospese le attività che non riguardano strettamente l’insegnamento delle materie, come quelle dei coordinatori e le commissioni per i viaggi di istruzione. “Martedì e mercoledì gli insegnanti presidiano la scuola anche di pomeriggio, per fare le attività che di solito svolgono a casa e anche per ricevere i genitori”, spiega il preside Domenico Altamura, che questa mattina descrive una “situazione tranquilla.

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