6 feb. – Lo stop al voto anticipato a giugno è scandito da un fedelissimo di Berlusconi, il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, sotto le due torri per una iniziativa elettorale. Siccome Delbono “non si è dimesso non è che le elezioni le facciamo quando lo dice il Pd. Quindi si segue la legge, vale per Bologna come è valso per tutte le città italiane”. E la legge ordinaria dice che la prossima finestra elettorale si aprirà nella primavera del 2011. A Chicchitto si accoda tutto il centrodestra locale, dal senatore Pdl Filippo Berselli, al deputato Enzo Raisi, passando per il candidato (ex? – prima alla Regione e poi al Comune Giancarlo Mazzuca), fino all’agguerritissimo Fabio Garagnani. Tutti affermano la superiorità della legge rispetto al “personalismo” del “Caso Bologna”. Il commissariamento lungo non fa più paura, non è più un disastro per la città, come hanno ripetuto dall’annuncio delle dimissioni i rappresentanti del centrodestra di ogni ordine e grado? A quanto pare no. Per Berselli e Raisi “non c’è commissario che potrebbe fare a Bologna i danni che questi signori hanno fatto in questi anni”. Quanto alla città – “Non significa bloccarla“- assicura Cicchitto – “è successo a tutte le città nelle quali si è verificata una crisi dell’amministrazione”.
