10 giu. – Un pericolo o un’opportunità? I lavoratori della scuola sono divisi tra chi pensa che Asp possa essere una risposta all’urgenza di uscire dalla precarietà e chi non ne vuole sapere di lavorare per un ente terzo che non sia il Comune di Bologna.
I primi, in una trentina appoggiati da Cgil e Uil, si sono presentati in Comune durante il Consiglio Comunale vestiti da fantasmi. Con il corpo coperto da dei lenzuoli bianchi hanno protestato silenziosamente per chiedere di essere assunti. Sono educatori e collaboratori precari dei nidi comunali assunti da Asp e il prossimo 30 giugno scadrà il loro contratto. Per questo chiedono di essere assunti a tempo indeterminato. Per loro il passaggio all’Asp non è un problema: “Per noi no – dice Giorgia – la nostra priorità è l’assunzione a tempo indeterminato”.
“Ci sono aggiustamenti da fare – aggiunge Giorgia – ma almeno Asp applica il contratto degli enti locali e io me lo tengo ben stretto. Rispetto a quello delle cooperative è imparagonabile”. Tra i manifestanti anche iscritti e delegati di Cgil e Uil: i due sindacati, favorevoli al passaggio dei servizi educativi ad Asp, sono impegnati proprio oggi in una trattativa con l’amministrazione sul progetto di unificazione delle Aziende di servizi alla persona. Giorgia_pro Asp
“In questo periodo si è parlato molto di insegnanti – dice Michele Vannini della Funzione Pubblica Cgil – ma ci sono anche questi educatori e collaboratori precari che lavorano già per l’Asp. In tutto sono 490, di cui 350 educatori di sostegno e non e collaboratori dei nidi”. Loredana Costa, della Uil, annunciava così su facebook la protesta: “Oggi anche coloro che hanno assistito silenti a rivendicazioni corporative daranno ‘voce’ al loro dissenso…. anche questa è libertà di espressione”.
Dall’altra parte la catena umana di 200 persone, maestre, genitori, bambini, lavoratori dei sindacati di base e rappresentanti del Comitato Articolo 33. Per loro l’Asp non è una soluzione, è un modo per aggirare il problema ed esporre i lavoratori a nuovi rischi. “Scuola pubblica, scuola pubblica” ha ripetuto ininterrottamente il corteo partito alle 18 dai giardini Lorusso e arrivato fin dentro il cortile di Palazzo d’Accursio. Ad unire i partecipanti alla protesta c’erano corde da ginnastica e nastri da cantiere.
C’è anche una maestra che lavora da precaria da 16 anni. “Ho sempre lavorato per il Comune e nessuno ha mai promesso che Asp rimanga pubblica” ci dice. Ascolta maestra noasp
All’interno del cortile di Palazzo d’Accursio maestre e manifestanti in girotondo.

