18 apr. – “Questo non è federalismo fiscale ma un espediente contabile“. E’ tutta racchiusa in queste parole del sindaco di San Lazzaro Marco Macciantelli la paura dei sindaci del bolognese per quella che secondo il governo doveva essere una riforma epocale. Questa mattina, durante la Conferenza metropolitana dei sindaci di Bologna, i primi cittadini si sono riuniti a Palazzo Malvezzi per discutere proprio delle modifiche all’assetto economico-finanziario degli enti locali. A spiegare la riforma, e le sue criticità, c’era il senatore del Partito Democratico, Walter Vitali. In sala, i volti proccupati di sindaci, assessori e tecnici comunali che hanno preso appunti sulle future modifiche alla finanza locale e ne sono usciti con le mani nei capelli. “Non aiuta il bilancio comunale e anzi aggrava la pressione fiscale sui cittadini” ha commentato il sindaco Macciantelli a cui fa eco il sindaco di Budrio, Carlo Castelli, che mette sul piatto le problematicità dovute ai vincoli del Patto di stabilità: “Col Patto contribuiamo a bloccare l’economia“.
La Regione, la cui legge sul Patto di stabilita’ ‘locale’, non è stata impugnata dal Governo, ha chiesto modifiche per il monitoraggio e le sanzioni per i Comuni che sgarrano. Ma intanto il direttore delle finanze di viale Aldo Moro, Onelio Pignatti avverte che il 2011 “sarà un anno di transizione, anche se speriamo di riuscire ad anticipare qualche elemento di minor sofferenza per i Comuni, pur in un quadro di grande difficoltà“. Secondo Pignatti, “il sistema attuale del Patto di stabilità è anomalo. Si possono programmare e avviare investimenti, a patto di non pagarne nessuno“.

