3 feb. – “Non ho tempo da perdere coi dossier anonimi“. Lo ha detto Virginio Merola, candidato sindaco del centrosinistra e presidente del consiglio provinciale. Questa mattina, l’avvocato Vittorio Manes, legale di Merola, ha portato negli uffici della Polizia Giudiziaria di Strada Maggiore il dossier anonimo di sei cartelle che sta girando da giorni nelle stanze di via Rivani, sede provinciale del PD. “E’ un tema di cui si deve occupare la magistratura” ha detto il candidato del centrosinistra che ha anche risposto, a chi chiedeva se ci fossero somiglianze con la vicenda del dossier che riguardava l’ex sindaco Flavio Delbono: “Quello è un altro film!”
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L’avvocato Manes ha anche presentato un esposto per conto di Merola in cui ipotizzano i reati di diffamazione, calunnia, ma anche una fattispecie che prevede la lesione dell’esercizio dei diritti politici. Il dossier anonimo conterebbe affermazioni velenose nei confronti di diversi esponenti democratici locali e dello stesso Merola che, per tutelarsi, si è rivolto ieri al legale. “La divulgazione di notizie false- affermato l’avvocato di Merola – ha natura strumentale a condizionare l’esercizio dei diritti politici degli elettori, che devono formarsi un opinione e in base a quella esprimere la propria preferenza, ma anche l’esercizio dei diritti politici da parte di Merola“.
Il dossier dei “veleni” riguarderebbe comportamenti di diversi esponenti del Pd, tra cui il candidato sindaco, ed è finito anche nelle redazioni di alcuni giornali che nei giorni scorsi lo avevano segnalato, senza peraltro rivelarne i contenuti, ma che inevitabilmente stanno alimentando speculazioni sull’identità dei coinvolti e sulla natura delle accuse. Il dossier dovrebbe arrivare a breve nelle mani del procuratore aggiunto Valter Giovannini che ha tenuto però a precisare che “la legge impedisce qualsiasi utilizzazione processuale degli scritti anonimi“.

