Il dossier

Erano gli ultimi giorni di dicembre quando un plico composto di 8 pagine è arrivato nelle sedi dei quotidiani cittadini. La prima a parlarne è Rita Bartolomei sul Carlino il 2 gennaio. Un fondo in cui non vengono fatti  nomi né tantomeno citati i contenuti, ma intanto si dà notizia che un dossier gira per le radazioni . “Hanno presentato la Banda Larga. Ora vi presentiamo la Banda Vera” è il titolo del dossier che intorno alla metà di gennaio, viene spedito ai segretari di circolo del Partito Democratico.

Ma cosa c’è dentro quelle pagine che stanno agitando la politica cittadina?

Accuse di vario genere: in gran parte pareri sprezzanti e malignità, ma anche circostanze che possono prefigurare reati. Nel mirino dell’anonimo accusatore vi sono alcuni esponenti democratici cittadini. A partire da quello più in vista, il candidato sindaco per il centrosinistra Virginio Merola, accusato  di essere a capo di una “banda”, questo il termine usato nel dossier, di persone attente più al proprio interesse che a quello collettivo.
In realtà su Merola, al netto degli insulti e delle stilettate velenose sul piano personale,  le accuse  appaiono piuttosto vaghe: si riferiscono al permesso di edificare 12 villette sui colli e di creare un mini campo gol, un permesso assegnato quando Merola svolgeva la funzione di assessore all’urbanistica. Questo è comunque uno dei punti su cui sta indagando la Procura.

Il Corvo si scatena invece su quelli che considera gli amici del candidato. Ma andiamo per ordine.

La persona più citata è Claudio Mazzanti, ex presidente del quartiere Navile, sostenitore di Merola da sempre, fin dalle scorse primarie, e dipendente dell’azienda casa dell’Emilia Romagna, l’Acer. L’anonimo accusa innanzitutto la moglie di Mazzanti, Gigliola Schwarz: avrebbe vinto un concorso come dirigente di Acer dichiarando il falso, e cioè di possedere una laurea che in realtà non possiede. Falso, ha risposto Schwarz: ho vinto il concorso per anzianità e per meriti. L’anonimo attacca poi direttamente l’ex presidente del Navile: in primis perché avrebbe assegnato lui stesso a sua figlia una casa di proprietà dell’Ente. Falso, ha risposto Mazzanti, la casa in cui vive sua figlia è stata assegnata alla sua famiglia da generazioni. Inoltre, nel dossier si accusa Mazzanti di svolgere attività politica in orario di lavoro, con un danno per le casse di Acer, grazie alla complicità della direttrice del quartiere Navile, Marina Cesari, e del presidente dell’Ente, Enrico Rizzo. Falso anche questo, ha detto Mazzanti ai nostri microfoni: “per l’attività politica prendo permessi e ferie”.

Altro grande accusato dall’anonimo è proprio il presidente di Acer, l’avvocato Rizzo, che abbiamo più volte contattato ma inutilmente. Evidentemente Rizzo non vuole rilasciare dichiarazioni, almeno a noi, visto proprio ieri ha rilasciato una lunga intervista al Resto del Carlino in cui ha risposto su tutto: all’accusa di aver nominato come direttore generale dell’Ente Raffaele Larocca in quanto suo amico e di avergli accordato uno stipendio d’oro. Non è vero, ha detto Rizzo: non vi è nessun rapporto di amicizia tra me e Larocca e quest’ultimo è stato selezionato dopo un concorso pubblico. Sul contratto a Larocca c’è comunque da segnalare un contenzioso tra Acer, Provincia e Commissario, poiché gli enti pubblici considerano non opportuna la lunga durata del contratto stesso, fissato con scadenza al 2017.

Al presidente acer Enrico Rizzo, agli ex presidenti di quartiere Mazzanti e Ropa si contesta insomma una gestione clientelare e poco trasparente, ma all’origine degli attacchi c’è senza dubbio l‘amicizia e il sostegno a Virginio Merola.

Nel dossier compare anche Maurizio Cevenini, a cui  l’anonimo estensore dedica un capitoletto del dossier riferendosi alla sua vita privata e alle attività lavorative nel settore della sanità privata. Cevenini, anche ai nostri microfoni, ha detto che preferisce non rispondere alle accuse che gli rivolge il corvo perché vuole tenersi le mani libere, riservandosi di citare in giudizio, per diffamazione, chiunque riprenda e diffonda le affermazioni diffamatorie contenute nel dossier.

Un altro che ha risposto con un no comment è stato Luca Rizzo Nervo, che ha un incarico al gruppo regionale del Pd ed è coordinatore della segreteria cittadina, accusato dal “corvo” di lavorare per il suo partito a spese della collettività. Pure il dirigente del Comune Giacomo Capuzzimati, da noi contattato, ci ha detto di non avere ricevuto il dossier, e che preferisce non commentare affermando che ha fiducia nel lavoro della magistratura.

Nel carteggio figurano anche altri nomi di esponenti politici democratici e di dirigenti del mondo cooperativo. Ma al di là di giudizi sprezzanti e delle illazioni sulla moralità di questo o quello, non contengono alcun elemento degno di nota.
Infine una curiosità: tra tanti veleni il corvo trova però il tempo anche per lodare qualcuno: si tratta dell’ex rappresentante dei verdi ed ex assessore Antonio Amorosi, sfiduciato da Cofferati, secondo l’anonimo proprio per essersi occupato dell’assegnazione degli alloggi pubblici.

Ascolte le interviste:
Maurizio Cevenini, cevenini
Claudio Mazzanti, mazzanti
i rappresentanti o presidenti di circoli del PD (Borgo2, Borgo Panigale, Gramsci, Santa Viola): voci_tutte

La domanda che oggi abbiamo posto a Libero Mancuso e agli ascoltatori è scontata: come peserà questo fatto sulla prossima campagna elettorale? A questa se ne possono aggiungere tante altre, a cominciare dalle considerazioni su un sistema di rapporti di “appartenenza”  che vede al centro del potere la stessa classe dirigente, a volte addirittura le stesse persone, da quasi mezzo secolo.  Odio, veleni, dossier, avvengono dietro le quinte, davanti abbiamo spesso una politica che sembra incapace di riformarsi. Siamo al capolinea?

Ecco alcune considerazioni dei nostri ascoltatori:
Ingenuo:) i giornali di destra ne perleranno a ridosso delle elezioni ciao stefano

Bologna cambierà quando quando la politica tornerà a servizio dei cittadini e finirà la sudditanza nei confronti del partitopadrone

la tristezza è che per l’ennesima volta in campagna elettorale non si parlerà più delle prospettive di bologna ma delle beghe di partito

Fatico a capire l’interesse di queste questioni se non coprire l’assoluta inadeguatezza di merola e di tutto il pd bolognese (e nazionale) che, forse non questa volta, porterà la città in mano al pdl anzi, peggio alla lega. Ciao gianluca

Nel merito non posso entrare, ma il metodo e’ tipico di un modo di “fare” politica in questo periodo indecente, infatti si spara nel mucchio, con la speranza che tanto qualcuno si colpisce. Riccardo

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3 commenti

  1. non si parla di Uniland?

    Comment by giobattolo on 09/02/2011 at 15:43

  2. rizzo nervo non è consigliere regionale…

    Comment by superpippa on 09/02/2011 at 23:34

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  1. Dossier Acer. Mazzanti: “Il corvo era vicino al Pd” | Associazioni Riunite

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