Erano in 32mila i testimoni di Geova, oggi, allo Stadio Dall’Ara di Bologna. Circa una ventina di pullman posteggiati di fronte alla Certosa e poi il fiume di persone sotto il portico che costeggia lo stadio. E’ il loro raduno intenazionale, con 6 città che ospitano l’evento, collegate tra loro via satellite. Un’organizzazione perfetta che parte dalla sicurezza, passando per le mappe dettagliate dello stadio e per finire con i mini-parcheggi per i passeggini dei più piccoli. L’impatto visivo è sicuramente impressionante, perché sotto il sole feroce che batte in questi giorni la città gli spalti del Dall’Ara – più sovente colorati di sciarpe rossoblù e di striscioni – oggi sono vestiti di ombrellini e scossi da un ritmato e sincronico movimento di ventagli.
Il raduno, previsto a partire da oggi e su quattro giornate, prevede per sabato e domenica due eventi, che probabilmente porteranno a Bologna ulteriori fedeli. Il primo è il battesimo di massa, per il quale circa il 90% dei presenti si immergerà dentro una enorme piscina gonfiabile ricordando il battesimo nel Giordano; domenica, invece, il raduno si concluderà con “il dramma“, un evento teatrale che porterà i presenti indietro di 2000 anni.
Giovani, anziani, neonati, coppie di sposi, ragazzi e ragazze uniti dal loro credo torneranno a casa, hanno detto molti di loro, “conservando questa esperienza come un ricordo indelebile”.
A Bologna resteranno albergatori e ristoratori con le tasche più piene e uno stadio ripulito e pronto ad accogliere ben altra fede.

