18 mar. – Le spese per la Difesa in Italia diminuiscono leggermente. Ma leggendo tra le pieghe i bilanci dei vari ministeri non è proprio così. E il numero di comandanti e vice comandanti raggiunge quello dei comandati. Insomma un cubo del comando, più che una piramide, come ci spiega Francesco Vignarca, che ha firmato l’inchiesta di Altreconomia, insieme a Massimo Paolicelli.
Ascolta l’intervista Francesco Vignarca
L’Italia partecipa al programma internazionale guidato dagli Usa per la costruzione del nuovo cacciabombardiere invisibile di quinta generazione: il Lockheed Martin F-35 Lightning II. Ha avviato la sua partecipazione nel 1998, con il governo D’Alema e un contributo di 10 milioni di dollari, per la prima fase. Per la seconda fase (System Design & Development) il contributo è stato di circa 1 miliardo di dollari. Nel frattempo il costo complessivo del programma F-35 è aumentato costantemente dai 233 miliardi di dollari del 2001 ai 300 del 2006. In Italia verranno assemblati centinaia di F 35, destinati al mercato europeo. L’azienda capofila in Italia è l’Alenia Aeronautica e il sito per l’assemblaggio è stato individuato nell’aeroporto militare di Cameri. Il governo in queste settimane sta chiedendo al parlamento il via libera alla produzione di 131 caccia fino al 2026, per una spesa di circa 14 miliardi di euro. La campagna Sbilanciamoci! si oppone al piano; per contrastare il programma è nato il Coordinamento contro gli F35.
Continuiamo a parlare di mercato delle armi con Vincenzo Comito, autore di “Le armi come impresa”, edizioni dell’asino, 5 euro. Iniziamo con l’elenco dei principali produttori di armi, poi con Comito analizziamo il caso italiano di Finmeccanica.
Ascolta l’intervista Vincenzo Comito

