8 mag. – Erano più di 300 le lavoratrici di nidi e materne che hanno sfilato questa mattina per il centro di Bologna contro il passaggio all’Asp dei servizi educativi. Ad indire la manifestazione e lo sciopero di 8 ore è stata l’Unione sindacale di base, da sempre contraria al passaggio delle scuole dell’infanzia e dei nidi comunali sotto la gestione dell’Asp. Secondo i dati del sindacato, l’adesione è stata del 90%. Usb ha anche annunciato un nuovo sciopero per il 4 giugno: per quella data è previsto un nuovo tavolo di trattativa sulle Asp tra Comune e sindacati.
“Giù le mani dai nidi e dalle scuole dell’infanzia” recita lo striscione che apriva il serpentone che, partito da piazza Maggiore, ha attraversato via Rizzoli, via Castiglione per poi far ritorno sotto palazzo d’Accursio. Alcuni momenti di tensione si sono registrati davanti alla sede di Asp Irides (l’azienda che dallo scorso settembre ha accunto 230 precari delle materne comunali), al 26 di via Castiglione: durante il tentativo di alcune manifestanti di entrare nella sede, ci sono stati degli spintonamenti con i carabinieri e gli agenti schierati sul portone.
“Non è una mera questione contrattuale – dice Rita, un’insegnante – noi siamo preoccupate per la qualità della scuola dell’infanzia“. Secondo i piani di Palazzo d’Accursio, con l’inizio del nuovo anno scolastico, tutti i lavoratori comunali delle scuole dell’infanzia passeranno all’Asp Irides per poi venire assorbiti nella nuova Asp unica.
La direttrice di Asp Irides, Marina Cesari, ha incontrato una delegazione di manifestanti. Al termine dell’incontro, il corteo è ripartito alla volta di piazza Maggiore dove si è tenuta l’annunciata assemblea a cui erano stati invitatii gruppi consigliari. All’invito di Usb hanno risposto il capogruppo del Movimento 5 stelle Massimo Bugani e il consigliere della lista Sel-Frascaroli Mirco Pieralisi. Il primo si è detto totalmente contrario all’operazione Asp e in linea con le posizioni del sindacato di base, mentre la posizione di Pieralisi è più morbida e definita “ambigua” dall’Usb.

