28 feb. – Il Comune mette in guardia Paolo Nanni dell’IdV: “I consiglieri provinciali non possono parcheggiare sulle strisce blu, percorrere preferenziali o la zona T e quella universitaria, perché il loro pass è di tipo IP”.
Il nome del dipietrista è emerso nei controlli dei vigili sui pass disabili usati scorrettamente: non avrebbe restituito il contrassegno H della suocera, deceduta due anni fa ed è scivolato sulla sua stessa difesa. Al Resto del Carlino ha dichiarato di essersi dimenticato del pass della parente perché in possesso dal 2009 del contrassegno da consigliere e da allora, ha detto il dipietrista “Posso entrare e circolare liberamente in centro a Bologna. Posso andare ovunque anche sulle preferenziali“. Affermazione corretta oggi da Palazzo D’Accursio: i pass IP “interesse pubblico”non consentono la circolazione nelle zone limitate al traffico 24 ore su 24 nè la sosta gratuita, informazioni che, aggiungono dal Comune, “sono riportate sul retro dei contrassegni”.
Inoltre il Comune di Bologna e quello di Casalecchio provvedono ad inviare agli eredi una lettere degli intestatari deceduti, per chiederne la restituzione. Se a questo si somma che i familiari di Nanni avrebbero continuato ad utilizzarlo, il consigliere sembra non avere nessuna scusante. Una brutta figura per chi solo quest’estate aveva redarguito i giocatori del Bologna Calcio, per la stessa vicenda, parlando di “amaro in bocca per tifosi e cittadini”.

