5 feb. – 1,2 milioni di euro: a tanto ammonta la multa che Gestor dovrà pagare per non aver fornito al Comune i dati sulla propria gestione, come aveva ordinato la Corte dei Conti. Per i consiglieri D’Onofrio, Panzacchi, e Monteventi il debito della Gestor verso il Comune sarebbe di 6 milioni di euro. Secondo Mauro Cammarata, direttore del settore entrate del Comune, il debito “è più di 3 milioni, ma meno di 6”. Su Gestor, Persico aveva aperto un’inchiesta lo scorso novembre, dopo che il Comune aveva segnalato le inadempienze della società. L’ipotesi di reato: truffa aggravata ai danni del Comune di Bologna in riferimento a una serie di fidejussioni fasulle presentate a Palazzo D’Accursio a partire dal novembre 2007. Quando la Corte dei Conti avrà in mano i conti, saranno valutate le responsabilità, anche quelle eventuali di Palazzo d’Accursio, che per 4 anni non ha segnalato inadempienze.
Tributi Italia, che è subentrata a Gestor raccogliendone il testimone, fa sapere che sta facendo tutto il possibile per risolvere il carico di problemi e le inadempienze lasciati in eredità da Gestor e si sta assumendo le sue responsabilità. Quanto alla situazione attuale del debito di Tributi Italia verso Palazzo D’Accursio, dalla società dicono di non esserne a conoscenza, perché pochi mesi fa è stato redatto un accordo col Comune che ha stabilito un sistema di “cash pooling“: il denaro riscosso dalla società per conto di Palazzo D’Accursio “non passa più attraverso Gestor, ma va versato direttamente su un conto del Comune di Bologna”. Motivo per cui, dice Tributi Italia, “noi non sappiamo esattamente a quanto ammonti il debito, perché il flusso di denaro non lo vediamo piu'”.
