3 ago. – L’assessore comunale alla Scuola Simona Lembi è perentoria: a 30 giorni dall’apertura delle scuole dell’infanzia e dei nidi, Palazzo D’Accursio nulla sa del destino delle sezioni delle materne a settembre. E questo, nonostante diverse sollecitazioni al provveditorato. Da tre anni l’amministrazione ha chiesto la statalizzazione di tre scuole del quartiere Porto (Dall’Olio, Dozza e Guidi) per un totale di nove sezioni. Ma la risposta, negli anni precedenti negativa, non è ancora arrivata. Inoltre il Comune ha richiesto l’apertura della nuova scuola dell’infanzia Buon Pastore, nel quartiere Savena, che con le sue tre sezioni dovrebbe garantire il servizio educativo a circa 75 bimbi. “Invece non sappiamo se a settembre saremo in grado di evitare gravi problemi alle famiglie” – aggiunge Lembi, che accusa il provveditore di fare come una scimmietta “che non vede, non sente, non parla”.
Palazzo D’Accursio ha chiesto la statalizzazione di tre scuole comunali da un lato per completare la realizzazione degli Istituti comprensivi (che per essere tali devono contenere scuole di tre ordini, dell’infanzia, primarie e primo ciclo), e dall’altro per ridurre il peso sulle casse locali. Una sezione di scuole dell’infanzia costa circa 100mila euro all’anno. A Bologna il 59% delle scuole materne è comunale, contro il 35% della media regionale.
All’allarmata presa di posizione di Palazzo D’Accursio, replica con secchezza l’ex Provveditorato, l’Ufficio scolastico regionale (Usr): “La scuola bolognese non ha bisogno di toni così fuoriluogo e sgradevoli, ma di quella collaborazione tra amministrazioni che ha connotato in questi anni il rapporto sul territorio”. Ma nella nota l’Usr, che difende l’operato del direttore provinciale Vincenzo Aiello, si confermano anche le difficoltà per la riapertura delle scuole. “Nel merito delle esternazioni – è scritto -, si evidenzia che per la scuola dell’infanzia a Bologna vengono confermate tutte le sezioni già autorizzate. E’ evidente che, in un quadro complessivo nazionale di razionalizzazione, non vi sono quest’anno risorse aggiuntive per aprire nuove sezioni, completare quelle a tempo ridotto, statalizzarne altre”.
“Anche per quanto riguarda il tempo pieno – e, quindi, la scuola primaria- è confermata la situazione esistente”; anzi “in alcuni casi, è previsto che un utilizzo accorto delle risorse umane, renderà disponibili altre classi”.

