13 ott. – I tagli del governo hanno lasciato nella scuola primaria di Bologna 8.141 ore scoperte. L’amministrazione comunale impegna 150 mila euro per garantire circa 5.200 ore di pre e post-scuola, per coprire le attività che fino all’anno scorso si potevano fare grazie alle compresenze. Per capire quali siano le esigenze delle singole scuole, oggi pomeriggio l’assessore comunale Simona Lembi incontra i dirigenti scolastici. Ma almeno per le oltre 2.800 ore di tempo mensa lasciate sguarnite dalla riorganizzazione del ministro Gelmini, il Comune chiede che intervenga lo Stato.
Intanto questa mattina in Commissione istruzione il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Vincenzo Aiello ha confermato che l’anno scolastico in provincia di Bologna si è aperto con oltre 2.400 alunni in più rispetto a quello precedente e 391 docenti in meno.

