Il Comune contro i murales del Cua. “Denunce e forze dell’ordine per combatterli”

il comune contro i murales del cuaBologna, 17 gen. – “Ritengo  che non ci si debba stupire se passando dalle parole  ai  fatti, verranno sporte denunce ed il Comune si costituirà parte civile richiedendo il risarcimento del danno”. Parole dure quelle che l’assessore alla sicurezza del Comune di Bologna Nadia Monti pronuncia riferendosi all’annunciata iniziativa del Collettivo universitario autonomo che, per il mese di marzo, ha intenzione di portare in città artisti e writer per “riqualificare” i muri di via Zamboni, Piazza Verdi compresa. Non solo: l’assessore ha dichiarato, rispondendo a un’interrogazione del consigliere del Pdl Michele Facci,  di voler “interloquire con le forze dell’ordine al fine di  fornire qualsiasi informazione possa esser utile ad una prevenzione per contrastare efficacemente quanto è stato annunciato dal CUA”.

“E’ necessario che un concetto sia chiaro – ha sottolineato l’assessore – la città è di tutti e nessuno può con  prepotenza e senza alcuna autorizzazione decidere in autonomia di fare murales,  per quanto belli possano essere, su pareti di edifici storici per le  quali  è  partito,  come si sa,  un  importante  progetto  di  pulitura e riqualificazione”. Monti ha chiesto il rispetto delle leggi e dei regolamenti, ha detto che gli artisti del Cua “come tutti i grandi artisti sono i benvenuti in città”, ma ha precisato che spazi e tempi e contatti di un’eventuale operazione sono materia di competenza dell’amministrazione. Altrimenti “da legittima protesta o attività culturale, la cosa si trasforma  in disagio e danno per l’intera città e la restante comunità che la  vive,  e  questo  come  amministrazione  non  possiamo nè avvallarlo nè tantomeno permetterlo”.

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