Il Comune contro la Polaria: “I minori non si respingono”

Bologna, 30 ott. – “Un minore non va respinto, ma va preso in carico. E’ una responsabilità istituzionale che va al di sopra della legge”. Amelia Frascaroli, assessore comunale al Welfare, vuole fare chiarezza in merito al respingimento di un giovane ivoriano attuato dalla Polizia Aeroportuale del Marconi. Diversi i punti oscuri, secondo l’assessore, che insieme al sindaco Virginio Merola ha scritto una lettera alla Procura dei Minori e a quella Ordinaria, informando anche Prefetto e Questura.

I fatti

Lo scorso 26 ottobre sbarca al Marconi, da un volo proveniente da Istanbul, un giovane uomo con passaporto della Costa d’Avorio. Gli agenti lo fermano e scoprono che il passaporto è contraffatto. Il ragazzo sembrava avere meno dell’età indicata sul finto documento e per accertarsi se fosse maggiorenne, gli agenti richiedono l’esame auxologico (la misurazione delle ossa, ndr). Nell’attesa degli esiti, gli agenti si rivolgono al Pris, il pronto intervento sociale, un servizio del Comune attivo 24 ore su 24, che serve a dare risposta immediata (vitto e alloggio protetto, ndr) quando è coinvolto un minore. “Il giovane è stato portato in una nostra comunità- racconta Frascaroli – e il mattino dopo gli agenti sono tornati a prenderlo e lo hanno rispedito ad Istanbul”.

I dubbi del Comune

Come è possibile che si sia deciso di respingere un minore, anche in presenza di un esame che attestava proprio l’età? “E’ un fatto gravissimo- dice Frascaroli-. Vogliamo capire come è stato possibile”. L’assessore racconta che in un primo tempo, gli agenti della Polaria che hanno accompagnato il minore nella comunità per trascorrere la notte, avrebbero detto che il respingimento era stato deciso dall’autorità giudiziaria. “Ma a noi la Procura ha detto che non ne sapeva nulla” dice Frascaroli.

“Molto spesso capita che i minori che arrivano non accompagnati siano vittima di tratta, che quindi la famiglia abbia dovuto pagare per fargli avere documenti falsi” sottolinea l’assessore secondo cui è piuttosto singolare anche il fatto che il minore non sia stato portato nel paese di origine, ma in Turchia.

“Inoltre- prosegue Frascaroli- sarebbe stato detto che il minore andava respinto perché aveva un passaporto falso. Non esiste lo stesso- sottolinea l’assessore- che un minore sia respinto anche a fronte di un reato. Anche in quanto minore, può essere denunciato per aver dato false generalità, potrà entrare anche lui in un procedimento penale in cui si cerca di ricostruire, per esempio, se è vittima o autore del reato”.

La procedura corretta, quando si ha a che fare con dei minori, prevede la presa in carico da parte del Comune del minore. Che viene ospitato in una comunità e seguito da servizi sociali. Non può essere messo sul primo aereo e spedito indietro come un pacco.

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