14 gen. – I tagli del Comune colpiscono anche l’illuminazione pubblica, soprattutto in periferia. Saranno 1136 i punti luce che verranno spenti per risparmiare 300mila euro di corrente elettrica fino a giugno, quando scadrà l’appalto di Hera. L’operazione di Palazzo D’Accursio ha preso l’avvio lunedì 10 gennaio nei quartieri Porto e Navile, con lo spegnimento di alcuni punti luce in una ventina di strade. Presto il provvedimento arriverà a San Donato, soprattutto in Cirenaica, e nella centrale via Dante, coinvolgendo in tutto più di cinquanta strade.
Il commissario Anna Maria Cancellieri ha assicurato che non ci saranno zone di serie A e zone di serie B. “Del resto non ci sono i soldi” ha detto il commissario, difendendo la scelta di “spegnere qualche luce”. Per il futuro, la soluzione Cancellieri la vede: “Stiamo preparando gli atti per un grandioso piano di rifacimento di tutta la linea,perché il problema di Bologna è che l’impianto è vecchio”. Project financing è la parola chiave: i privati saranno chiamati ad investire con una gara europea, avendo poi la gestione per qualche anno dell’illuminazione. Semafori compresi. Ma ci vorrà ancora del tempo: “Tra un anno, un anno e mezzo” ha detto il commissario. Prima di allora, bisognerà ridurre l’illuminazione ma, assicura Cancellieri: “Faremo incontri nei quartieri e cercheremo di fare la cosa più condivisa”.
Il 7 gennaio il direttore dei lavori pubblici del Comune Raffaela Bruni ha chiesto ad Hera Luce una “Razionalizzazione dei consumi”, che colpirà soprattutto gli impianti di illuminazione dei marciapiedi e delle zone pedonali, l’illuminazione definita “bassa”. I lampioni stradali dovrebbero rimanere accesi dappertutto con l’eccezione di via Vighi, dove verrà spento un lampione su due.
Un’altra riduzione riguarda gli orari di accensione e spegnimento degli impianti di illuminazione, in corso già in questi giorni: le luci si accendono all’alba con 10 minuti di ritardo e si spengono la sera con 10 minuti di anticipo.

