C’è qualcosa di tristemente già visto in quest’attentato alla sede della Lega Nord di via Pietralata. E’ la puntualità con la quale, da quasi un decennio, in questa città si susseguono attentati dinamitardi di varia natura. Non solo: gli attentati vengono quasi sempre attribuiti a non meglio precisate frange anarco insurrezionaliste. Purtroppo gli inquirenti in tanti anni d’indagine non hanno mai, ma veramente mai, risolto nessuno di questi casi e nessuno degli attentatori è mai stato, ma veramente mai, processato e condannato.
Dalla pentola esplosiva lasciata nei giorni del G8 in via dei Terribilia, passando per gli attentati davanti a casa di Prodi (sempre con pentole esplosive) in via Gerusalemme nel 2003. Prodi ricevette anche una busta esplosiva pochi giorni dopo, mentre durante un comizio di Fini in piena Piazza Maggiore, un piccolo ordigno di ridottissime dimensioni esplose sotto al palco (il procedimento è stato recentemente archiviato).
Per non parlare dell’innumerevole sequenza di attentati a Banche, agenzie interinali, uffici pubblici e ora anche sedi di partito: un vero e proprio “festival della bombetta”. In quest’Italia dai tempi lunghissimi e dai ritardi cronici, l’unica cosa che sembra inesorabilmente in orario sono gli attentati dinamitardi: sempre puntualissimi e i loro autori sono ombre imprendibili. Anarco-insurrezionalisti, Federazione Anarchica Informale, Cooperativa artigiana fuoco e affini. Molte sigle nessun volto. Ultimamente anche le sigle si diradano e l’attentato contiene in genere solo una scritta con insulti al presunto obiettivo. A volte manco quello, ma in ogni caso gli autori rimangono sempre nell’ombra: presenti ma invisibili, imprendibili.
Leggendoci qualcuno potrebbe pensare che siamo caduti nella tentazione (spesso giustificata, visti i precedenti) di addossare le responsabilità a non meglio precisati servizi più o meno deviati. Non è così: non possiamo escluderlo, ovviamente, ma in ogni caso non sarebbe neanche tanto inverosimile che uno o più gruppuscoli atomizzati e autonomi di una galassia sedicente “rivoluzionaria” faccia azioni di questo tipo.
Una cosa è certa: siano essi soggetti occulti e deviati o gruppuscoli para terroristici hanno tutti un unico obiettivo, sempre quello. Aggrapparsi ad ogni vagito di contestazione per radicalizzarlo e al tempo stesso, criminalizzarne le istanze. Dopo ogni loro azione si aggiunge un mattone alla crescente richiesta d’ordine, alla limitazione della libertà d’espressione, al diritto di manifestare, e ogni dissenso viene visto con sempre maggiore sospetto. Al di là delle parole di rito bisogna avere la piena consapevolezza che i bombaroli, chiunque essi siano, sono da sempre, oltre che dei criminali, i più infidi e temibili custodi dello status quo.
In principio fu via dei Terribilia: la cronologia degli attentati a Bologna

