A chi gli chiedeva dei suoi flirt, Gianni Agnelli rispondeva che gli uomini si dividono in due categorie, quelli che parlano di donne e quelli che parlano con le donne.
Ovviamente lui si iscriveva alla seconda categoria.
Parafrasando l’Avvocato si potrebbe dire che tra le tante divisioni in cui si segmenta il genere umano c’è anche quella di coloro (e sono tanti) che parlano dei GGGiovani.
A Bologna questa è l’ultima moda: alimentata dalla proposta lanciata dall’Assessore Virginio Merola di formare una Giunta di under ’40 ci si accapiglia, chi in politica, chi sui giornali, sul concetto di GGGiovane.
E’ meglio prendere uno anziano, ma con la testa fina, o un robusto pollo di batteria, già con tendenze dorotee a vent’anni? Il dibattito vola alto…
Grande sconforto poi per tutta la mia generazione: ma come, abbiamo da poco passato i quarant’anni, siamo oppressi da una gerontocrazia feroce e appena si affaccia la possibilità di combinare qualcosa suonano il gong? Fino a un minuto prima si era troppo giovani e adesso basta, finito, tutti a casa, bisogna aver neanche trent’anni, altrochè..
Il bello è che a decidere sono sempre gli stessi babbioni gerontoidi che occupano da anni ogni carica pubblica con geometrica precisione. Ma se ne andassero a casa loro: invece no, tutti aggrappati alla sedia. perché – ovviamente – a far posto ai GGGiovani devono essere gli altri, mai che nessuno compia il beau geste…
Qui in radio non ci sono di questi problemi, abbiamo un esercito di ventenni già attivo e in pista. Anzi, a proposito: se serve ve ne forniamo qualcuno. Però niente permute: il sessantenne imbolsito è come il vuoto, a perdere.
Paolo Soglia
(6 novembre 2008)

