Il Civis corre solo sulle carte bollate

12 set. – Intorno al Civis scoppia ora la battaglia legale. Irisbus e Ccc, le due anime dell’associazione temporanea di impresa che ha vinto l’appalto per la realizzazione del tram su gomma a guida ottica, hanno presentato ricorso contro il verdetto della commissione sicurezza che il primo giugno scorso aveva giudicato non sicuro proprio il sistema a guida ottica del mezzo.
Il 29 giugno scorso le due imprese hanno scritto al ministero dei Trasporti, che dovrà dire la parola fine alla vicenda omologando o meno il Civis, giudicando illegittima la relazione della commissione e contraria ai fondamentali principi di legittimità, trasparenza, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.
Nel frattempo, anche Atc ha scelto di fare la voce grossa mandando in agosto all’ati una lettera, in cui il presidente Francesco Sutti diceva di non poter escludere serie conseguenze sul piano contrattuale alla luce dello scenario che la relazione della commissione sicurezza prospettava. In sostanza, vista la difformità del Civis rispetto a quanto previsto nel contratto e all’offerta presentata al tempo da Irisbus, Atc non escludeva una discesa in campo per rivalersi del mancato adempimento. A stretto giro Ccc e Irisbus hanno risposto proprio sventolando il ricorso presentato al ministero: è tutto da dimostrare dice l’ati. Fino a quando non arriverà l’esito di questo ricorso, che chiede al ministero la revisione o l’annullamento della relazione della commissione, l’ati dice che qualunque ‘mossa’ di Atc per mettere in discussione i rapporti tra le parti verrà considerata illegittima e ingiustificata.

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