29 apr. – Saranno venerdì 3 maggio sotto la Prefettura per avere qualche risposta sul loro futuro. I lavoratori del Cie di via Mattei non ricevono la busta paga da gennaio; da quando la Prefettura è intervenuta pagando gli stipendi al posto del Consorzio Oasi e trattenendo poi la somma da quanto dovuto al gestore del centro. Da metà marzo i dipendenti sono in cassa integrazione per i lavori di ristrutturazione in corso. “Almeno quei soldi sono certamente garantiti, perché erogati dall’Inps, ma arriveranno solo tra qualche mese” precisa Fabio Brunacci della Funzione Pubblica della Cgil.
Il consorzio di Siracusa non ha mai pagato i lavoratori di Bologna e Modena in modo regolare e ora deve fare i conti con mesi di arretrato. Secondo Brunacci questa situazione era facilmente immaginabile di fronte al bando al massimo ribasso, vinto dal Consorzio Oasi.
Tre mesi senza paga mentre al centro di via Mattei stanno terminando i lavori e, a giorni, dovrebbe riprendere l’attività normale e la detenzione dei migranti senza permesso di soggiorno. Nessuna data è stata ancora ufficializzata ai dipendenti, ai quali il direttore del centro Alberto Meneghini ha parlato genericamente di una riapertura ai “primi di maggio”. Sulla ripresa delle attività potrebbe pesare anche la mancanza di consulenti e operatori esterni, medici e mediatori culturali. Molti di loro, di fronte a diversi lavori non pagati, avrebbero deciso di non dare più la disponibilità ad interventi nel Cie.
Nel frattempo la Cisl e il sindacato degli agenti di polizia Siulp dell’Emilia Romagna uniscono le loro voci per chiedere la chiusura dei due Cie emiliani, di Bologna e Modena ed utilizzare i soldi risparmiati per politiche di aiuto e d’integrazione. Alla base della presa di posizione dei due sindacati “le inaccettabili condizioni di vita degli ospiti e le inadempienze contrattuali della cooperativa Oasi”.


