Ogni anno le grandi catene di distribuzione alimentare arrivano a distruggere fino al 50% del cibo prodotto. Se non ci fossero gli sprechi alimentari, nel mondo ci sarebbe abbastanza cibo per sfamare tutti gli abitanti. Sembrano provocazioni, ma sono le tesi, supportate da una vastissima mole di dati, riportate dal giornalista inglese Tristram Stuart nel suo libro, “Sprechi. Il cibo che buttiamo, che distruggiamo, che potremmo utilizzare”, di recente uscito per Bruno Mondadori.
Per opporsi all’enorme sperpero di cibo Tristram Stuart, oggi 32enne, ha iniziato a nutrirsi con gli scarti raccolti nei cassonetti quando era all’università. Da quest’esperienza personale nasce la ricerca di Stuart, che ha girato il mondo alla ricerca di dati e testimonianze mosso dalla convinzione che l’emergenza ambientale del nostro secolo si combatta prima di tutto non buttando il cibo.
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