10 mag. – L’autopsia eseguita oggi ha confermato che Maurizio Cevenini è morto a causa delle gravi fratture interne causate dal forte urto. La morte sarebbe stata immediata.
Secondo gli inquirenti, che tra ieri ed oggi hanno lavorato per ore all’interno degli uffici della regione, Cevenini, prima di lanciarsi dal terrazzo avrebbe tentato di fare lo stesso dalla finestra del proprio ufficio. Per questo, la finestra dello studio era chiusa. A chiuderla sarebbe stato lo stesso Cev. Per fare chiarezza su questo punto gli investigatori hanno interrogato a lungo ieri l’addetta alle pulizie che per prima è entrata ieri mattina nell’ufficio del Cev. La donna ha detto di aver trovato la finestra chiusa ed ha escluso di averla chiusa lei stessa.
Gli inquirenti hanno trovato nell’ufficio del Cev impronte digitali sulla finestra e il segno di una scarpa su di un mobiletto che il consigliere avrebbe utilizzato come gradino per salire sul davanzale. Stando alla ricostruzione degli investigatori il Cev avrebbe tentato di buttarsi da lì salvo poi ripensarci, uscire dall’ufficio, salire al piano superiore, superare la porta anitincendio che dà accesso al terrazzo (l’unica porta non collegata all’allarme) e infine scavalcare il parapetto.
Polemica in corso per le immagini del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia, immortalato dalle telecamere di Studio Aperto ieri mentre riprendeva la scena della tragedia sporgendosi con una telecamera da una finestra della regione.

