3 Mag. – Tutti avevano notato quel vuoto ieri allo stadio: Sergio Volpi, centrocampista rossoblù, non era in campo, nè in panchina, nè in tribuna. “Ha la febbre”, questa la laconica spiegazione della società. Il fatto che il Bologna affrontasse la delicata partita con la Reggina senza centrocampisti capaci di far gioco (Amoroso è infortunato) ha insospettito i cronisti.
Si pensava forse a una rottura “tecnica”, dissidi con l’allenatore, invece a far abbandonare in fretta e furia il ritiro della squadra è stata l’aggressione, avvenuta intorno alle 15,30, a poche ore dalla partita, subita dalla moglie mentre stava facendo spesa al centro “la Meridiana” di Casalecchio. Secondo notizie riportate oggi da alcuni organi di stampa, la donna è stata riconosciuta come la compagna del giocatore e quindi pesantemente insultata e minacciata da due sconosciuti che, pare, si siano accaniti anche contro la sua auto, danneggiandola e tagliandole un pneumatico.
La notizia è stata confermata oggi dalla società in un comunicato nel quale si afferma che: “Nell’imminenza della delicata gara con la Reggina la compagna di Sergio Volpi è stata vittima dell’inqualificabile episodio di inciviltà di cui hanno dato notizia alcuni quotidiani. Il Bologna F.C. 1909, ha dovuto rinunciare all’apporto del calciatore perché gravemente turbato da quei fatti (che ieri erano stati taciuti per ragione di privacy)”. Il Bologna conclude deplorando l’accaduto e confidando che i responsabili vengano presto individuati e perseguiti.
All’origine del grave episodio, che ricorda tra l’altro – tristemente – le “vendette trasversali” di stampo mafioso, c’è comunque una matrice calcistica. Sergio Volpi era da tempo tra i giocatori più contestati a causa di alcune dichiarazioni fatte nelle settimane scorse a una festa di tifosi che non erano piaciute. La vicenda era stata riportata anche dal Forum rossoblù, ma sembrava chiusa lì. Evidentemente non per tutti.

