11 mag. – Questa mattina il guazzalochiano Alberto Vannini è stato interrogato in Procura. Ha sostenuto di non essere stato lui a infilare la visura giudiziaria su Cazzola sotto la porta di Serafino D’Onofrio, il consigliere di Bologna Città Libera che poi l’ha divulgata alla stampa. Il suo legale, Gabriele Bordoni, ha insistito sul fatto che, oltre a Vannini e Zanzi, solo una terza persona ha avuto tra le mani il documento che riportava la condanna per evasione fiscale di Cazzola, ovvero Filippo Mineo, l’ex agente segreto a cui Vannini si era rivolto per ottenere il documento, convinto, a suo dire, che si potesse procurare legalmente.
Ascolta l’avvocato Bordoni:
Il capogruppo de La tua Bologna ha giustificato la ricerca del documento con la volontà di renderla pubblica in Consiglio comunale.
Oggi il titolare delle indagini, Luigi Persico, ha respinto la richiesta dell’avvocato di Vannini di rinviare tutto a dopo le elezioni a causa delle difficoltà del suo assistito a comunicare con i cittadini attraverso i media, visto l’esistenza della par condicio.

