26 apr.- Nessun nuovo padiglione per il carcere di Bologna. Con quasi 1100 detenuti a fronte di una capienza di 430, la Dozza si conferma come un carcere tra i più affollati d’Italia, ma quasi sicuramente non ci saranno i lavori di espansione previsti dall’ultimo piano del Governo. Il ministero della Salute prevede che ogni detenuto abbia a disposizione 7, 5 mq. Alla Dozza i metri sono 9, ma per 3 persone.
La decisione è stata comunicata a Città del Capo dal provveditore regionale alle carceri Nello Cesari, che ha chiesto al capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di eliminare dal nuovo piano (che dovrebbe essere approvato dal Governo entro aprile) il progetto di espansione per la Dozza.
Anche il carcere di Parma, che doveva ottenere un nuovo padiglione, rimarrà tale e quale. A fronte dei tagli necessari nel piano 2010, infatti, il provveditore ha scelto di rinunciare ai lavori di ingrandimento laddove non sono ancora stati appaltati. Secondo Cesari, il problema del sovraffollamento a Bologna è causato dalla carenza di spazio in altri istituti della regione: quando questi saranno più grandi, la situazione si risolverà spontaneamente, sostiene Cesari.
I lavori attualmente già finanziati riguardano le carceri di Forlì, Rimini, Piacenza, Modena e Reggio Emilia. Per avere a disposizione i nuovi spazi ci vorranno secondo Cesari almeno 3 anni. Soddisfazione per la presa di posizione del provveditore è stata espressa dalla garante dei diritti dei detenuti Desi Bruno, per la quale la costruzione di nuove carceri non è la soluzione al sovraffollamento. La garante si è sempre detta contraria al nuovo padiglione, sia per la mancanza di personale sia perché il carcere rischierebbe di diventare solo un “contenitore di corpi” e non riuscirebbe più a rispondere alla sua funzione rieducativa.
Asolta Nello Cesari: nello-cesari

