4 mar. – La colonna sonora è tutta dedicata a lui, il grande assente di questa giornata a cui lo Stadio tributa un minuto di silienzio vero, cosa difficilissima da sentire su un campo di calcio. Prima della partita capitan Di Vaio ha deposto un mazzo di fiori sul seggiolino dove Lucio Dalla per tanti anni ha seguito le sorti della squadra rossoblù, nel bene e nel male.
Il fischio d’inizio riporta tutti alla realtà: il Bologna spinge senza scoprirsi perché sa che la squadra di Mondonico è venuta qui per sfruttare l’unica occasione che i rossoblù gli concederanno. Un bel tiro da fuori di Rubin scalda le mani a Ujkani, poi al 18° Diamanti, il migliore in campo, sguscia via, entra in area e subisce la strattonata di Garcia. Tommasi va subito sul dischetto. Di Vaio tira forte ma centrale, e Ujkani con un riflesso di mano riesce a buttarla fuori. L’episodio segna il Bologna che comincia a pensare che oggi giri male: la squadra continua a spingere ma gli assalti sono sterili. L’unica luce sembra poterla accendere Diamanti, Ramirez è abulico e Di Vaio impreciso. Il Novara si chiude a riccio e aspetta il momento buono.
La ripresa inizia con i rossoblù che aggiungono confusione alla loro manovra: i primi venti minuti sono la sagra degli errori di misura, col Novara che ne approfitta concedendosi anche qualche fallo di troppo su Diamanti per spegnere ogni velleità di gioco ai rossoblù. Pioli corre ai ripari e al 24° cambia Ramirez e Pulzetti inserendo al loro posto Kone e Acquafresca. L’ultima parte di gara è caratterizzata da alcune grosse occasioni: prima Diamanti pesca Di Vaio, che dribbla in area ma Garcia recupera e mette in angolo. Poi Raggi incorna una punizione di Diamanti mandandola a lato di poco, infine lo stesso Alino si fionda in area e decentrato sulla destra spara sull’esterno rete. Corre ormai il 38°, la gente sente ormai il fato avverso aleggiare sul Dall’Ara, proprio in quel momento l’uruguagio dai piedi ruvidi, Diego Perez, conquista palla sulla trequarti, finta il tiro e si inserisce poi entra in area e tira: la palla finisce sul palo, arriva Di Vaio che ribadisce da due metri ma la palla è di nuovo respinta da Ujkani: il tap in decisivo è di Acquafresca che stavolta non sbaglia e fa esplodere il Dall’Ara.
Il Novara non ne ha più e nonostante i 5 minuti di recupero rischia più di prendere il secondo che non di pareggiare. Pioli è soddisfatto, lo scontro salvezza è vinto, l’omaggio a Dalla è riuscito, adesso ci si può finalmente concedere il lusso di pensare alla Juve con una gran voglia di fargli lo sgambetto.

