Bologna, 24 feb. – Giocare meglio che col Sassuolo e fare risultato: queste le consegne di Donadoni, appena confermato dalla dirigenza alla guida del Bologna anche nell’anno venturo.
Per riuscirci l’allenatore rossoblù fa di necessità virtù e propone un inedito 3-5-1-1, speculare a quello di Ballardini, con Romagnoli al centro della difesa, Nagy a centrocampo e Dzemaili a supporto di Destro in avanti.
Pronti, via e… succede poco o nulla. Bologna e Genoa danno vita a un primo tempo noioso e tutto imbottigliato in manovre poco produttive a centrocampo che non sortiscono alcuna emozione, basti pensare che sul tabellino nei primi 45 minuti si può annotare solo un tiro di Dzemaili alto, in una delle rare incursioni centrali del Bologna, e un colpo di testa di Rossettini sopra la traversa su calcio d’angolo per gli ospiti.
La ripresa inizia così con qualche mugugno e senza soverchie aspettative per i 16.000 del Dall’Ara, invece al 4° minuto il Bologna pesca il Jolly: Pulgar lancia in area Masina che parte regolarmente e si trova a tu per tu con Perin, il numero 25 rossoblù tira in modo scoordinato verso la porta presidiata da Rosi che nel tentativo di rinviare scivola a terra mantenendo la palla a ridosso della linea dove si avventa Destro che è lestissimo a ribadire in rete.
Come da prassi il Bologna raggiunto il vantaggio arretra, mentre il Genoa si butta in avanti alla caccia del pareggio. Ballardini preso come da un raptus comincia a cambiare freneticamente i suoi uomini e nel giro di 7 minuti esaurisce le sostituzioni: entrano Lapadula, Lazovic e Medeiros per Bessa, Rosi e Galabinov.
Il Genoa assume un assetto molto offensivo e sbilanciato in avanti, il Bologna da parte sua si difende (non sempre bene) ma non cede, anche se rischia su un tiro di Rossettini pescato libero sulla destra che tira alto e su una stoccata di Laxalt al 25° che finisce a lato. La partita sembra destinata ad avviarsi verso l’assedio finale da parte dei rossoblù di sponda genoana, senonchè Falletti, da poco subentrato per dare il cambio a un acciaccato Poli, conquista di forza un rimpallo in contrasto su Spolli ultimo uomo e sguscia via in contropiede servendo Destro che si avvia da solo verso Perin, Falletti segue il compagno e poi raccoglie il suo assist per un facile raddoppio.
E’ il 27° minuto e virtualmente la partita finisce qui, anche se va dato atto alla squadra di Ballardini di non essersi mai arresa, neanche sul due a zero, cercando fino all’ultimo minuto il gol che avrebbe riaperto la gara. Ma invano: le ultime speranze del Genoa si spengono quando Pandev, bravo e furbo a battere velocemente una punizione da 30 metri per un fallo di Gonzales, vede Mirante fuori dai pali e tenta il gran gol con un pallonetto assai insidioso che il portiere rossoblù con un colpo di reni riesce a deviare in angolo.
Non è stato un gran spettacolo, va detto, ma a differenza che col Sassuolo l’assetto dato da Donadoni, molto coperto, anche se non ha esaltato il gioco quantomeno ha mantenuto la gara in equilibrio consentendo poi nella ripresa a Destro e Falletti, con due azioni repentine, di ribaltare la partita. Bologna quindi che stavolta esce tra gli applausi di un pubblico riconciliato dalle due vittorie casalinghe consecutive che permettono ai rossoblu di gettarsi alle spalle le ansie di classifica e di riavvicinare – almeno momentaneamente – il piano nobile della classifica: al 10° posto in coabitazione con l’Udinese
Bologna-Genoa 2-0
Bologna (3-5-1-1): Mirante; Gonzalez, Romagnoli, Helander; Di Francesco (39°st Mbaye), Poli (17°st Falletti), Pulgar, Nagy (32°st Donsah), Masina; Dzemaili; Destro. Allenatore: Donadoni
Genoa (3-5-1-1): Perin; Rossettini, Spolli, Zukanovic; Rosi (11°st Lazovic), Bessa (8°st Lapadula), Hiljemark, Bertolacci, Laxalt; Pandev; Galabinov (15°st Medeiros). Allenatore: Ballardini
Arbitro: Giua di Olbia
Tabellino dei gol: 4’st Destro, 27’st Falletti

