Il Bologna affonda e si trascina dietro anche Cazzola

23 Apr. – Le brutte notizie per l’ex patron del Bologna calcio Alfredo Cazzola non arrivano solo dagli ultimi sondaggi, ma anche dal brutto campionato che sta disputando la sua ex squadra. Cazzola parlerà domani dagli schermi di Nuovarete per spiegare che lui col disastro che sta per abbattersi sul Bologna non c’entra proprio niente. La squadra rossoblù sull’orlo della retrocessione comincia però a essere un problema: offusca la sua immagine di “vincente“. Inoltre, nell’ora dell’amarezza, molti tifosi hanno cominciato a chiamarlo in causa direttamente per gli insuccessi della squadra: “Sono un candidato sindaco e non par vero a qualcuno o a molti di riuscire a trovare nella mia azione passata punti di critica” – ribatte Cazzola dai consueti microfoni di Punto Radio. Tuttavia, da quando la caduta del team rossoblu’ si e’ fatta rovinosa, si moltiplicano le telefonate in diretta radiofonica di ascoltatori che lo chiamano in causa: “Non credo di essere responsabile – si difende Cazzola- perche’ ho cessato la mia azione di presidente e azionista alla fine di luglio 2008. Quando ho venduto le azioni ho passato il testimone e le responsabilita’ al mio socio. Questo credo che sia il dato di fatto”.

Tuttavia ora che la B è a un passo, l’immagine di Cazzola che promette un luminoso futuro per il Bologna con a fianco l’avvocato Joe Tacopina tornano prepotentemente alla memoria: di fatto il mercato venne impostato durante il passaggio di consegne, poi sfumato, tra Cazzola e Tacopina. Dunque i Menarini, agli occhi di molti tifosi ereditarono una situazione già compromessa, poi la loro inesperienza ha fatto il resto.

Domani sera Cazzola cercherà di smarcarsi, ma se il Bologna il 31 maggio, a soli sette giorni dal voto, sarà retrocesso, molto probabilmente un effetto negativo nelle urne ci sarà e l’ex patron potrebbe pagare dazio.

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