Il blocco degli sfratti? “A Bologna sarà irrilevante”

Bologna, 30 dic. – “Blocco di sei mesi degli gli sfratti esecutivi“, questo l’annuncio fatto nei giorni scorsi dal governo Letta che, però, ha vincolato il provvedimento a una serie di condizioni: tra le tante il risiedere in grandi città o in comuni ad emergenza abitativa e l’avere un reddito familiare minore di 21mila euro annui. E poi ancora avere un familiare a carico, persone over 65, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66%. Insomma una serie di paletti che hanno ristretto e di molto la platea dei potenziali beneficiari del provvedimento.

Non è tutto. “Il blocco degli sfratti – racconta il vicesegretario del Sunia di Bologna Marco Capponcelli – riguarderà pochissimi casi, perché si applica solo agli sfratti per fine locazione, e non a quelli per morosità. Si parla solo del 15% dei casi, e quella cifra si riduce ancora perché ci sono tutte le restrizioni specificate nel provvedimento del governo. Una frazione di una frazione”.Marco Capponcelli sul blocco degli sfratti

Abbiamo chiesto al Sunia anche un parere sulla recentemente approvata legge regionale sull’edilizia popolare. “E’ stato tolto l’ipotizzato nuovo tetto di reddito Isee di 20mila al di sopra del quale una famiglia avrebbe dovuto abbandonare la casa popolare – spiega Capponcelli – è questo è senza dubbio positivo”. In sostanza tutto rimane come è sempre stato: per restare nelle case popolari basterà avere un reddito Isee minore di 34mila euro. Per Capponcelli però il provvedimento “non risolverà l’emergenza abitativa“. Giudizio negativo, infine, sull’agenzia per l’affitto. “Non incide, e i costi burocratici sono troppo alti”.Capponcelli sulla legge regionale

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