28 ago. – In Emilia Romagna il 25,59% delle persone tossicodipendenti in carico ai Sert e sottoposti ai test e’ risultato sieropositivo. E’ un dato nettamente peggiore della media nazionale, che è pari al 9,75%. La nostra regione è seconda dietro la Sardegna che ha una percentuale di sieropositivi tra gli utenti del Sert che arriva al 26,44%.
I dati, pubblicati oggi dall’agenzia Dire, sono contenuti nelle 473 pagine della “Relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia” per il 2009, presentata in Senato il 21 giugno scorso dal ministro per i Rapporti col Paramento, Elio Vito.
L’Emilia-Romagna e’ anche in coda al resto d’Italia per diffusione dei test Hiv tra le persone tossicodipendenti assistite nei Sert: fa le analisi solo il 24,20%, contro una media nazionale del 38,25%. Si fanno meno test Hiv soltanto in Toscana (18,32%) e Abruzzo (5,93%).
Per la relazione del Governo l’Emilia-Romagna rientra tra le regioni esposte a “situazioni critiche per maggior positivita’ da Hiv e contemporaneo minor uso dei test”. Il dossier certifica per l’Emilia Romagna numeri elevatissimi anche per altre forme di infezioni. Il 78,13% degli utenti sottoposti all’esame e’ risultato affetto da epatite C, contro un dato nazionale del 61,28%; il 72,82% e’ invece positivo all’epatite B, rispetto, pero’, ad una media italiana del 37,51%.
Buoni invece i dati relativi ai servizi a disposizione. In Emilia-Romagna e’ attivo il 10% di tutte le strutture nazionali: 44 Sert, 84 comunita’ di recupero, 24 strutture semi-residenziali e 18 ambulatoriali. Positivo anche il rapporto di 17,8 utenti per ogni operatore, inferiore al 24,1 italiano.

