I profughi all’ex scuola Merlani. “Un nuovo inizio”


9 lug. – Dopo i problemi della gestione della cosiddetta “emergenza Nord Africa”, 50 migranti arrivati a Bologna durante la guerra in Libia hanno preso in autogestione la vecchia scuola Merlani, inutilizzata da tempo e di proprietà del Comune di Bologna. “La stiamo ristrutturando, vivremo lì per un anno – spiegano – la consideriamo casa nostra, un modo per ripartire“.

Lo stabile, tre piani con cucina e bagni funzionanti, si trova in via Siepelunga. La convenzione durerà un anno ed è stata sottoscritta dal Comune di Bologna (assessorato al welfare) e dall’associazione Freedom and Justice, composta da ex profughi arrivati durante la guerra di Libia. Assieme a Freedom and Justice firmatarie anche le associazioni “Il cerchio”, Asia-Usb, Primavera Urbana e Ya Basta. “Lo spazio – recita un comunicato delle associazioni – è stato ottenuto dopo una lotta cominciata con l’opposizione agli sgomberi delle strutture di accoglienza di Prati di Caprara e Villa Aldini. La resistenza è stata supportata da associazioni e comitati di solidarietà bolognesi”.

Ad AngoloB ne abbiamo parlato con Thomas e Peter, due migranti arrivati a Bologna ormai due anni fa e che in questi giorni stanno lavorando alla ristrutturazione della scuola Merlani. Gli abbiamo chiesto come hanno vissuto questi due anni e cosa si aspettano per il futuro.

migranti

Abbiamo chiesto all’assessore al welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli, cosa pensa del progetto. “Se funzionerà lo replicheremo. E’ un’esperienza innovativa”.

Abbiamo intervistato Francesca Gigliotti, della cooperativa Arca di Noè, che si è occupata dei profughi di via del Milliario. Un esempio di come non tutta la gestione dei profughi è stata “assistenzialistica e passiva”. Nel caso di via del Milliario alcune persone hanno trovato lavoro, e sono ormai completamente indipendenti.

A Casalecchio invece si è scelto di gestire i due anni di emergenza Nord Africa senza concentrare tutti i migranti in maxi strutture, come invece è esempio a Bologna con il campo dei Prati di Caprara. Nel distretto di Casalecchio, spiega l’assessore alle politiche sociali Massimo Bosso, i migranti sono stati distribuiti in appartamenti sul territorio, per una migliore integrazione.

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