5 ott. – I 26 lavoratori che stampano il quotidiano “La Repubblica” a Bologna potrebbero essere licenziati mercoledì dallo stampatore Roberto Beretta, al quale il Gruppo Editoriale L’Espresso non ha più rinnovato la commessa, in scadenza il 31 dicembre di quest’anno. A luglio il Gruppo, proprietario della rotativa e dello stabilimento, aveva annunciato che il contratto con lo stampatore bolognese non sarebbe stato rinnovato, perché Bologna non viene più considerata strategica nella diffusione del quotidiano. Da allora, in città la media delle copie a notte è scesa a 20 mila (in precedenza si attestava sulle 70 mila).
I lavoratori si rivolgono al Gruppo secondo il modello delle 10 domande reso celebre dalla stessa “Repubblica”. Vogliono capire perché l’azienda ha tirato su un muro. I sindacati confederali di categoria, infatti, avevano chiesto al Gruppo editoriale di rinnovare per un anno la commessa affidata a Beretta: Ma la proposta è stata rigettata e ne hanno avanzato un’altra: affidare allo stampatore le spese di spostamento della rotativa dal sito attuale in via del Tappezziere a un altro, di proprietà di Beretta, in cui si stampa il Corriere della Sera; contemporaneamente sarebbero stati attivati gli ammortizzatori sociali per far accedere al pre-pensionamento 5 dipendenti, mentre gli 21 posti di lavoro sarebbero stati salvaguardati. Il Gruppo, però, non cambia idea e ha intenzione di chiudere anche i centri stampa di Bolzano, Pavia, Trieste, Udine.
In attesa che le istituzioni locali convochino un tavolo di crisi, i lavoratori da oggi sono in presidio permanente davanti allo stabilimento in via del Tappezziere, con uno striscione che recita: «Repubblica = libertà… di licenziare». Domani le segreterie nazionali dei sindacati manderanno una lettera al sottosegretario Paolo Bonaiuti.

