I piccoli grandi danni della riforma della scuola

21 lug. – C’è un paese della collina riminese, al confine con le Marche, dove l’amministrazione ha scelto di puntare sulla scuola. Perché se in piccolo paese come Montegridolfo, 900 abitanti, mancasse la scuola, gli abitanti lo abbandonerebbero piano piano, in una discesa verso le città che conosciamo da tempo.


E così nel 2004 si è pensato a progettare con i cittadini la scuola dei sogni, sicura, accogliente, vivibile per i bambini; sana, ecosostenibile e redditizia per l’ambiente. Così – grazie ad un finanziamento provinciale – è nata una delle prime scuole di classe energetica A+ in Italia: costruita in legno, dotata di impianti per sfruttare le fonti di energia rinnovabili come la geotermia per la produzione di calore e gli impianti fotovoltaici. C’è perfino una zona di fitodepurazione delle acque e una stazione per il compostaggio dei rifiuti, costruiti per coinvolgere la cittadinanza in un più ampio progetto di sostenibilità. Spazi ampi, colorati, luminosi, dedicati ai bambini, curati da Oikos, l’azienda che ha lanciato l’allarme insieme all’amministrazione. L’edificio sostenibile, inaugurato il 28 novembre 2009, è stato progettato rispettando i parametri energetici in Classe A;  Il primo stralcio di una scuola-villaggio che in futuro avrebbe dovuto comprendere, oltre alla scuola primaria, alla biblioteca e agli spazi espositivi anche la scuola dell’infanzia, la mensa e la palestra.

L’inaugurazione è stata nel novembre 2009. Un anno scolastico tranquillo, e poi la riforma Gelmini, che mette in serio pericolo lo sviluppo e la prosecuzione di questa esperienza modello. Infatti per il ministero le classi devono essere formate da almeno 15 alunni, altrimente vanno accorpate. Per il prossimo anno scolastico si faranno delle pluriclassi. Ma le pluriclassi, si sa, costringono insieme bambini di diverse età e con diverse esigenze. Il rischio concreto – lamenta il sindaco Nadia Fraternali – è quello che i genitori spostino i bimbi in altre scuole (che magari cadono a pezzi), che possono garantire maggior tranquillità pedagogica. Per il futuro, poi, si vedrà. A Montegridolfo non ci vogliono neanche pensare, ma la scuola dei sogni potrebbe trasformarsi in una cattedrale nel deserto.

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