In piazza i lavoratori delle Ogr

23 giu. – Trombe, fischietti e tamburi. I lavoratori delle Officine grandi riparazioni, oggi in manifestazione per protestare contro la decisione di Trenitalia di chiudere lo stabilimento di via Casarini, hanno letteralmente assordato i bolognesi che in mattinata si sono trovati sul percorso del corteo. “Così nessuno potrà più di non essersi accorto del problema”, hanno detto le Rsu.

Più di 200 tra tecnici e operai hanno chiesto a Trenitalia tre ore di permesso e sfilato da via Casarini fino a Piazza Maggiore passando da via dello Scalo e via San Felice. Tra di loro tante tute blu, bandiere della Cgil e anche una cassa da morto con ruote a rappresentare la possibile futura morte delle Officine. Tra i manifestanti anche un paio di bandiere del Partito Democratico e di Rifondazione Comunista.

Specializzata nella riparazioni di treni regionali e ETR, l’officina dà complessivamente lavoro a circa 600 lavoratori che nel 2013, anno in cui Trenitalia vuole dismettere lo stabilmento, perderanno per la maggior parte il posto oppure saranno trasferiti in altre sedi.

La chiusura delle Ogr rientra nel piano di Fs per dimezzare la manutenzione entro il 2014, ma per i sindacati i motivi sono altri. Ad iniziare dalla speculazione edilizia: i 120mila mq su cui sorgono le officine si trovano in una posizione che avrebbe un enorme valore commerciale se convertita in area abitativa.

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