5 gen. – Il Movimento 5 Stelle cerca di apparire compatto dopo i duri attacchi che il fondatore Beppe Grillo ha rivolto al consigliere regionale emiliano romagnolo Andrea Defranceschi. La colpa del grillino è stata quella di aver scritto una risoluzione in cui, esprimendo solidarietà ai lavoratori dell’Unità, quotidiano colpito dai tagli all’editoria, chiedeva al presidente Errani di fare tutto il possibile per scongiurare la chiusura.
Grillo aveva invitato Defranceschi ad andarsene nel Pd se non in linea con il movimento. “Tradimento” ha tuonato la base via rete, per la quale le sovvenzioni ai giornali di partito sono come l’aglio per i vampiri. Defranceschi aveva poi precisato che non intendeva assolutamente invocare il sostegno economico per un quotidiano, ma la retromarcia parziale non era bastata per evitargli il processo dei militanti in rete.
Gli insulti avevano spinto Defranceschi a parlare di un “momento di riflessione” che, secondo alcuni, poteva concludersi anche con le dimissioni del grillino.
Oggi, giovedì, Defranceschi, il collega regionale Giovanni Favia e il consigliere comunale di Bologna Marco Piazza hanno voluto ripetere più volte davanti ai giornalisti: “Siamo compatti ed uniti”. Sul tavolo, oltre all’affaire Defranceschi (bollato dal diretto interessato come uno “scivolone” a cui si è dato troppo peso), c’erano le candidature per le future elezioni legislative nazionali. Le regole interne impediscono l’accumulo delle cariche e impongono il limite dei due mandati. Il consigliere Marco Piazza si è detto fedele alle regole del movimento. E ha bocciato anche l’idea che qualcuno si possa dimettere dal ruolo che ricopre per candidarsi.
Sulla questione candidature Favia però è stato più possibilista: a domanda diretta, ha risposto che oggi lo esclude ma, ha aggiunto: “Non so cosa mi riserverà il futuro“. Quindi, se cambiano le regole (che comunque sono ancora in discussione, ha sottolineato Favia), tutto può essere e a decidere deve essere la rete.
Il fatto che in guerra la miglior difesa sia l’attacco è un principio ben noto nel Movimento 5 Stelle che ha presentato la raccolta di firme per una legge regionale di iniziativa popolare con la quale chiedere l’abolizione, già da questa legislatura, dei vitalizi per i consiglieri. La raccolta partirà questo sabato a Reggio Emilia dove è in programma la visita del presidente del Consiglio Mario Monti.

