20 mag. – Volevano l’incontro con il dirigente Marcello Limina e l’incontro c’è stato. Non nelle sale dell’ufficio scolastico regionale di via de’ Castagnoli, ma nel chiostro della facoltà di Scienze della formazione, dove alcuni genitori del Coordinamento dei presidenti dei circoli e degli istituti comprensivi di Bologna e Provincia hanno aspettato Limina, che doveva intervenire ad una assemblea promossa dalla facoltà. Ai presidenti dei consigli di circolo che lamentavano un credito, nei confronti del Ministero di ben 22,5 milioni di euro, Limina ha detto che la situazione non è così grave. Limina non riconosce il coordinamento come interlocutore: “Parlerò con ognuno di voi, con ogni singola scuola e vedremo come affrontare i problemi di volta in volta”, ma non intende riconoscere un coordinamento definito “parziale”.
Limina ha poi garantito che il ministero è al corrente delle difficoltà in cui versano le scuole bolognesi e che verranno posti rimedi alle soluzioni più gravi che, secondo Limina, sono poche. Con la consapevolezza, ha detto Limina, “che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, non si può pretendere che i servizi vengano erogati come in periodi di vacche grasse”. Indignati, i presidenti-genitori, che al collo portavano cartelli con il credito che la loro scuola ha con lo Stato, hanno ribadito che i bilanci parlano chiaro: “Chiudiamo in pareggio solo grazie ai contributi volontari delle famiglie”, contributi però, versati per progetti extra curriculari, per l’ammodernamento delle strutture e delle dotazioni, “non per pagare le supplenze”.
Foto della gallery di Mario Carlini/Iguana Press

