I dischi della settimana di Maps, Humus e Class

dischisettcentrato

DiscoMaps
Bill Callahan – Dream River – Drag City

L’ex-Smog non sbaglia un colpo: l’ultimo album è un vero e proprio racconto, da godere sia per i raffinatissimi arrangiamenti (che bello un disco che ha dei piano e dei forte) che per le parole utilizzate. Una specie di flusso di coscienza inscatolato tra la prima e l’ultima traccia che fanno da cornice. Splendido.

DiscoHumus
Joseph Arthur – The Ballad of Boogie ChristReal World, Lonely Astronaut Records
Il capitolo numero dieci della carriera del cantautore newyorkese è la prima parte di un progetto ampio e articolato attraverso il quale ripercorrerà le tappe della sua traiettoria esistenziale. Questo è il primo atto, la metà di un’opera il cui seguito è atteso già per la fine dell’anno e che, negli intenti, dovrebbe approdare ad una vera e propria trilogia.
Le linee portanti delle canzoni sono elettro-acustiche, ben corroborate da ottoni e archi. Una produzione densa per un disco ambizioso che alla fine convince in pieno.

DiscoClass
King Krule – Six Feet Beneath the Moon – XL

20 anni d’età e un disco di una maturità da far impallidire, voce particolarmente evocativa e musica che di brano in brano spazia dal post dubstep al folk. Dopo aver messo tutto nel frullatore K.K. trova un fantasioso equilibrio. Selvaggio e dolce.

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