I dischi della settimana di Class, Maps e Humus

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DiscoClass
Kendrick Lamar – To Pimp a Butterfly – Aftermath/Interscope
Il ventisettenne di Compton raggiunge (sembra senza troppi sforzi) gli altari della black music. Dentro questo concept album possiamo trovare di tutto, non solo dal punto di vista musicale, e tutto è perfettamente calibrato. Collaborazioni,  iconografia, narrazioni, tempi e modi, escono con naturalezza e maturità attraverso il suo rap. Eclatante.

DiscoMaps
IOSONOUNCANE – DIE – Trovarobato

Il secondo disco di Jacopo Incani è un enorme passo avanti rispetto al già valido esordio La macarena su Roma. Il musicista riprende suoni, elementi e colori della sua terra, la Sardegna, e racconta una storia che si svolge in un giorno (“die” in sardo) su un uomo in mezzo al mare e una donna che lo aspetta sulla terraferma. Arrangiamenti possenti e cupi si sposano con richiami classici e alla canzone italiana, in un disco sorprendente e unico per forma e ambizione.

DiscoHumus
To Rococo Rot – Instrument – City Slang
Dopo alcuni anni di silenzio, il trio berlinese torna a pubblicare un nuovo disco, continuando a proporre sempre nuove e interessanti variazioni sul tema post-rock elettronico. Autentici pionieri del genere, Stefan Schneider con i fratelli Ronald e Robert Lippock questa volta, agli abituali strumentali, affiancano anche tre canzoni realizzate in compagnia del maestro dell’avant-pop Arto Lindsay, che produce l’intero lavoro. Crepuscolari e vivaci, atonali e divertenti.

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