4 giu. – Né agenti in divisa né carabinieri, ma solo vigili e Digos a seguire il corteo lanciato dal Cua dopo gli scontri di lunedì scorso in piazza Verdi. In cinquecento sono partiti dal cuore della zona universitaria sotto lo striscione “I diritti si conquistano a spinta” con una maxi fotografia della contrapposizione tra studenti e forze d’ordine. In piazza esponenti di tutti i collettivi e centri sociali, dal Cua al Cas, da Crash al Vag61 e Labas.
Prima di partire in corteo gli attivisti hanno cambiato il nome a piazza Verdi, attaccando sulla targa il nome “Piazza Verdi liberata”. Il corteo non è stato preavvisato in questura e si è mosso prima verso piazza Maggiore, poi ha puntato sui viali uscendo dal centro a porta Maggiore ed è rientrato nella zona universitaria passando da porta San Donato. “Ci riprendiamo tutta la città” hanno gridato a più riprese i manifestanti.
In corteo anche alcuni studenti di origine turca. Alla fine del corteo, nel cuore di piazza Verdi, è stato piantato un “albero della libertà” in solidarietà con i manifestanti turchi che da giorni si scontrano con la polizia per la difesa di Gezi park dalla speculazione edilizia.

