I conti del Bologna si fanno al ristorante

7 dic. – Il documento presentato la scorsa settimana da Claudio Sabatini alla Procura è il menù di uno dei ristoranti più tradizionali della città, il Diana. I pm che che indagano per truffa sulla vicenda della falsa fidejussione del Bologna Calcio hanno acquisito l’anomalo documento perché sulla carta del locale ci sono i conti della squadra rossoblu, con attivi e passivi della società. A scrivere le cifre era stato il direttore sportivo della squadra Carmine Longo durante un incontro con Sabatini.

Longo avrebbe inserito sotto la voce “crediti” tre milioni che Sergio Porcedda versò ad una sua società e 6,6 milioni passati alla Cogei, passaggio che però la società dei Menarini ha poi spiegato essere una regolare operazione interna al bilancio consolidato del gruppo.

Al momento sono cinque gli indagati nell’inchiesta del procuratore aggiunto Valter Giovannini e del pm Claudio Santangelo sulle false fideiussioni denunciate dal presidente del Bologna Sergio Porcedda. Al broker Antonio Carbone e al mediatore finanziario di origine brindisina che abita a Bologna si sono aggiunti nei giorni scorsi anche i nomi di altri tre broker romani che avrebbero avuto ruoli in quella sorta di “catena di Sant’Antonio” via mail relativa alla bozza di fideiussione da 15 milioni euro falsamente intestata alla Bnl.

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