30 dic. – “Una bicicletta appesa ad un albero lanciata lontana dalla strada a Porta San Donato ed un lenzuolo bianco a coprire lo studente proprietario”: con questa terribile immagine dell’incidente del 21 dicembre si apre la lettera inviata al commissario di Bologna Annamaria Cancellieri e, per conoscenza, al vicepresidente della provincia Giacomo Venturi dal presidente della Fiab (Federazione amici della bicicletta) bolognese e del Monte Sole Bike Group, Martino Caranti.
I ciclisti protestano contro la mancanza di sicurezza per chi sceglie di muoversi sulle due ruote: “Quello accaduto a troppi ciclisti bolognesi nel 2010– morti, feriti e comunque intimiditi nel traffico cittadino – è una vergogna per una città che da decenni promuove a parole piani di sviluppo della rete ciclabile e per una Provincia che da anni sostiene di coordinare i raccordi tra i vari Comuni.”
Gli amanti della bicicletta criticano le istituzioni per aver azzerato i progetti previsti all’inizio dell’anno a favore dei ciclisti, nonostante questi siano cresciuti anche per le stime ufficiali a due cifre percentuali nell’utilizzo delle infrastrutture esistenti.” Il 2010 infatti si era apero con l’adesione del Comune di Bologna alla Carta di Bruxelles che “faceva sperare in una inversione di tendenza della politica locale”, ricorda Caranti.
A Bologna, aggiungono i ciclisti “pare che si riesca a parlare solo di grandi opere: Metropolitana, Civis, People Mover, Alta Velocità, Sfm” senza prevedere per questi mezzi il trasporto bici al seguito del viaggiatore.
Fiab e Monte Sole Bike Group lanciano, come ogni anno, un appuntamento per capodanno in Piazza Maggiore alle 8.30. “Scansando vetri rotti e cercando di evitare alticci al volante”, annunciano “percorreremo le direttrici ciclabili, oggi solo abbozzate, che dovrebbero consentire ai genitori di portare i figli a scuola e ai turisti di godere di una Bologna silenziosa, bella e di richiamo internazionale”.
Alla Cancellieri, infine, i ciclisti bolognesi chiedono di “non permettere che trascorra un’altra primavera senza avere lasciato un’impronta decisa a favore della mobilità in bicicletta a Bologna”.

